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13 - Gennaio - 2009 |
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La Daiet S.r.L. ha ideato in Emilia Romagna un impianto fotovoltaico galleggiante sull'acqua. Il progetto è nato dalla collaborazione tra gli studi di progettazione di Daiet Srl e del Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale nell'ambito dell'iniziativa 'Loto-Progetto Energia'.
L'impianto si trova a Solarolo, in provincia di Ravenna, è una struttura galleggiante con dimensione di circa 25 metri di diametro e una potenza di picco di 19,98 kWp. Sulla struttura galleggiante possono essere installate qualsiasi tipologia di modulo fotovoltaico oggi in commercio ed è progettata con elementi testati già da anni in ambiente marino per la realizzazione di ponti mobili. Si tratta di un impianto pilota presso la centrale di pompaggio a uso irriguo 'Santerno-Senio 2', formato da 101 moduli da 180 Wp di Shunda Italia e 3 inverter Aurora da 6 kW di Power-One.
Donato Olivieri, ingegnere di Daiet Srl fa sapere che 'il sistema è stato oggetto di brevetto dedicato ed è stato progettato in maniera tale che il movimento ondoso dell'acqua non provocasse la rottura i vetri a protezione delle celle fotovoltaiche, a seguito delle torsioni dei moduli fotovoltaici. È stato necessario ancorare in più punti della terraferma la struttura a causa delle correnti d'acqua presenti, e vista la vicinanza con l'acqua, le connessioni elettriche sono state vulcanizzate e integrate in tubazioni in PVC che rendono il sistema completamente stagno'.
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13 - Gennaio - 2009 |
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C’è tempo fino al 27 gennaio per partecipare al progetto "Piemonte Fotovoltaico", adattamento regionale del bando “10.000 tetti fotovoltaici”, che promuovendo la produzione di energia elettrica grazie alla tecnologia solare mette a disposizione 25 milioni di euro per il finanziamento degli impianti fino al 100%.
Al progetto, attuato dall’Agenzia Energia e Ambiente di Torino, e coordinato dalle agenzie Agengranda per la Provincia di Cuneo, Apevv per quella di Vercelli e Agenzia Energia e Ambiente di Torino, possono partecipare installatori, esco, studi professionali, singole società o raggruppamenti in grado di operare in qualità di integratori di sistema e offrire una fornitura degli impianti in modalità "chiavi in mano".
Possono fare richiesta, attraverso il proprio amministratore di condominio, i condomini interessati all’abbattimento dei costi energetici elettrici delle parti comuni o i proprietari di unità immobiliari aventi diritto e autorizzazione all’installazione fotovoltaica sulla copertura o le facciate degli edifici e dei balconi, ma anche su frangisole di finestre esterne.
Possono inoltre aderire imprese ed esercenti di pubblici servizi decise a svincolarsi dai costi elettrici dell’energia, beneficiando della possibilità di abbattere l’imponibile fiscale Ires nei 10 anni successivi all’installazione. Iscrizioni aperte anche per enti e soggetti pubblici che intendano coprire una percentuale dei propri consumi con energia rinnovabile.
Il progetto "Piemonte fotovoltaico" si concretizzerà in una convenzione integrata denominata "Convenzione Piemonte Fotovoltaico" per la realizzazione di sistemi "chiavi in mano". Che si avvarranno delle tariffe incentivanti previste dal conto energia. La convenzione sarà basata su accordi tra società del settore delle energie rinnovabili, agenzie piemontesi per l'energia e istituti bancari. Lo scopo del bando è infatti quello di individuare i soggetti attuatori degli impianti.
Per partecipare il richiedente deve compilare un modulo di pre-adesione, a cui deve seguire una documentazione, da fornire all’Agenzia, contenente planimetrie, fotografie panoramiche e bollette dell’ultimo anno, accompagnate dal versamento di una quota di adesione virtuale.
Entro 30 giorni dalla ricezione del materiale l’Agenzia fornisce ai richiedenti l’analisi di fattibilità dell’impianto, i moduli per le richieste delle autorizzazioni necessarie, i prospetti informativi delle banche aderenti al progetto e i nominativi delle società installatrici candidate all’impianto. Sono poi necessari 20 giorni per la scelta delle offerte proposte da almeno tre imprese installatrici e 15 giorni per le pratiche di finanziamento dell’istituto bancario prescelto.
Per l'ammissione è necessario il rispetto di determinati parametri. La domanda di partecipazione deve essere trasmessa utilizzando unicamente il modello pdf, messo a disposizione dall'Agenzia, da inviare via fax al numero 0112557238 e contenente la firma leggibile del legale rappresentante o di un suo delegato. Una copia informatica, compilata sulla base del modello xls divulgato dall'Agenzia, dovrà inoltre essere inviata all'indirizzo progetti@torinoenergiambiente.com.
L’Agenzia Energia e Ambiente controllerà che i progetti degli impianti fotovoltaici rispettino gli standard europei e che siano offerte garanzie tecniche minime. Verificherà poi la regolarità nell’esecuzione dei lavori e la garanzia di risultato solare (GRS-PV), introdotta per la prima volta a verifica dei flussi finanziari degli impianti per la garanzia degli investimenti.
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13 - Gennaio - 2009 |
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ISES organizza a Roma il corso sul fotovoltaico e le nuove tecnologie. Il corso, di un'intera giornata, risponde alle esigenze sia del professionista, sia dell'imprenditore e pone in esame le nuove tipologie di fotovoltaico (celle di nuova generazione a film sottile in silicio amorfo, in CIGS, CdTe, CIS, DSC e polimeriche), che stanno riscuotendo successo nei mercati in virtù della loro maggiore flessibilità d'uso, il maggior livello di integrazione in edilizia, le moderne esigenze estetiche sempre più restrittive a livello urbano. Dopo una panoramica dei metodi di produzione e dei prodotti di imminente ingresso commerciale, si tratteranno le possibilità di integrazione architettonica su facciata, le applicazioni indoor e i moduli ad alta efficienza con concentrazione interna.
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13 - Gennaio - 2009 |
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Un articolo di Paolo Rocco Viscontini, amministratore delegato di Enerpoint SpA sull’evoluzione del settore fotovoltaico e la spinta data dal conto energia. Solo l’inizio di una rivoluzione energetica.
Ricordo a chi ha cominciato a interessarsi al fotovoltaico negli ultimi tempi, che solo 3 anni fa (2005) si parlava di 8 MWp in un anno. Passare ai 20 MWp del 2006 sembrava già un successo: il Conto Energia, con circa 10 MWp, cominciava a dare i suoi frutti. Ma è stata la revisione della legge del febbraio 2007 che ha dato finalmente l’impulso giusto al settore: l’installato dell’anno 2007 raggiunse infatti i 70 MWp.
Al 12 gennaio 2009 il totale sul sito del GSE è arrivato a 273 MWp. Significa che nel corso del 2008 sono stati connessi almeno 190 MWp.
E sono sempre più convinto che siamo solo all’inizio. Nel 2009 è molto probabile un raddoppio dell’installato, in quanto ormai stiamo assistendo alla miglior pubblicità possibile degli impianti fotovoltaici, vale a dire gli impianti stessi. E’ infatti sempre più facile vedere un’installazione fotovoltaica, su un tetto di una villetta piuttosto che sulla copertura di un edificio industriale o su un terreno. La curiosità cresce, la conoscenza pure e aumenta di conseguenza il numero delle persone che decidono di scegliere una tecnologia intelligente perché affidabile, sicura e rispettosa dell’ambiente.
Affinché tale sviluppo si consolidi è necessario garantire continuità, confermando la strada intrapresa. L’investimento nel fotovoltaico, in un periodo di grandi incertezze finanziarie, risulta ancora affidabile e conveniente.
Nel 2008 il fotovoltaico ha generato in Italia fatturati complessivi dell’ordine del miliardo di euro. I posti di lavoro che sta creando sono ormai parecchie migliaia. Aumentano gli investimenti in ricerca (chiaramente sempre soprattutto privati) e nascono nuove linee di produzione. E’ un treno che è partito e che sarebbe sciocco fermare.
Molto interessanti i dati provenienti da diversi studi. L’EREC, European Renewable Energy Council, prevede che nel 2020 le fonti rinnovabili garantiranno tra il 33 e il 40% del fabbisogno di energia elettrica del continente. Il fotovoltaico coprirà il 5% circa del fabbisogno elettrico europeo, grazie a 150 GWp installati. L’EPIA è più ottimista e prevede una copertura pari al 12% da parte del fotovoltaico (350 GWp).
Tali previsioni si basano su un punto fondamentale: la riduzione dei costi del fotovoltaico al punto di consentire la diffusione degli impianti anche senza sussidi. Penso che non siamo lontani da questo obiettivo, raggiungibile a mio avviso in 4-5 anni. Un numero di anni che è niente nella storia dell’energia. Anche se ci dovessimo mettere il doppio del tempo potremmo essere soddisfatti: stiamo parlando della produzione di energia elettrica esponendo dei pannelli al sole, fonte disponibile dappertutto e a tutti!
Siamo vicini a una vera rivoluzione energetica. I kWh prodotti col sole cominceranno presto a portare sostanziose riduzioni delle bollette per molti “utenti”, creando anche un po’ di “sano” scompiglio nei CdA di molte aziende energetiche.
E’ una rivoluzione che è nata dal basso, con i piccoli impianti residenziali, ma che ormai ha contagiato anche le industrie e gli investitori, che vedono il fotovoltaico come un’opportunità che garantisce rendimenti interessanti in un contesto di sostanziale sicurezza.
C’è ancora tanta strada da fare e sono convinto che la maggior parte degli operatori del settore dimostreranno impegno, professionalità, ma soprattutto convinzione per un settore che merita la massima dedizione, visto e considerato l’obiettivo ultimo della nostra attività, che non deve essere la massimizzazione del profitto, bensì la salvaguardia del pianeta (per non dire “salvezza”, visto che potrebbe sembrare fin troppo ambizioso).
Salvaguardia o salvezza che sia, non è una sfida da poco …
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13 - Gennaio - 2009 |
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Al via nuove facilitazioni a sostegno della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili con impianti di piccola taglia (fino a 1 MW di potenza).
L'Autorita' ha infatti introdotto un nuovo regime semplificato per l'energia elettrica prodotta ed immessa in rete che prevede un unico prezzo fisso incentivante, la cosiddetta tariffa fissa onnicomprensiva ed un interlocutore unico con il quale stipulare le convenzioni.
La tariffa fissa onnicomprensiva, che comprendera' sia le componenti remunerative di mercato che quelle di incentivazione vere e proprie, sara' infatti garantita da un unico soggetto nazionale, il GSE (il Gestore dei Servizi Elettrici), e non piu' dai diversi distributori territoriali, in maniera frammentata. I produttori, potranno concludere con il GSE una convenzione di ritiro dell'energia elettrica immessa secondo procedure uniche per tutto il sistema elettrico nazionale, basate su specifiche tecniche verificate dall'Autorita'. La tariffa fissa onnicomprensiva non si applica al fotovoltaico che usufruisce gia' da tempo di altri sistemi di incentivazione.
L'Autorita', inoltre, ha esteso la possibilita' di aderire al meccanismo di scambio sul posto agli impianti di potenza fino a 200 kW entrati in esercizio dopo il 31 dicembre 2007 ai quali si applicheranno le regole gia' in vigore dal 1* gennaio 2009 per gli impianti da fonti rinnovabili di potenza fino a 20 kW. Si completa cosi' il quadro normativo previsto dalle leggi n.222/07 e n. 244/07 e attuato dal decreto interministeriale del 18 dicembre 2008.
Considerando che il sistema di incentivazioni determina anche un onere sostenuto dai clienti finali, l'Autorita' ha vigilato e continuera' a vigilare a garanzia degli utenti del sistema elettrico circa il corretto ammontare di tale onere e il corretto accesso dei produttori al sistema di incentivazione, pure attraverso un programma di capillari verifiche sugli impianti.
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13 - Gennaio - 2009 |
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L'Anev fa sapere che il 2008 si è confermato un altro anno eccellente per l'eolico che ha visto crescere il dato di installazioni annuali di circa il 35% mantenendo un tasso di crescita analogo a quello degli anni precedenti. Il 2008 si è concluso con il massimo di installazioni di sempre per il nostro Paese, fa sapere ANEV, dato che conferma una crescita ancora non al livello dei nostri vicini europei, ma comunque in linea con il raggiungimento degli obiettivi comunitari in tema di rinnovabili al 2020. Nel 2008 si è registrato per il settore eolico italiano un nuovo record assoluto sia in termini di nuova potenza installata che ha raggiunto i 3.736,47 MW, sia per quanto riguarda la produzione elettrica pari a oltre 6 TWh pari a quasi il 2% del Consumo Interno Lordo dato che dimostra la continua crescita della penetrazione di questa fonte pulita nel sistema elettrico nazionale. ANEV-APER-ENEA-GSE, in un comunicato stampa conginuto, fanno sapere 'che le previsioni svolte e le realizzazioni effettuate, giungono finalmente a delineare un quadro di crescita più stabile nonostante tutti gli ostacoli tutt'ora esistenti relativamente agli iter autorizzativi e alle lungaggini necessarie per la connessioni per i nuovi impianti e la mancanza di una ripartizione regionale dell'obiettivo nazionale (burden-sharing)'. 'L'ottimo risultato raggiunto con i 3.736,47 MW installati e i 6 TWh prodotti è ancora più importante alla luce dei nuovi obiettivi comunitari al 2020 che impegneranno il nostro Paese ad uno sforzo significativo che potrà vedere il positivo raggiungimento dello stesso a patto che venga sostenuto nel tempo con efficacia e unità di intenti da parte di tutti i soggetti e le Istituzioni interessati'.
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13 - Gennaio - 2009 |
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E' disponibile sul sito del GSE il Rapporto delle attività relative all'incentivazione degli impianti fotovoltaici con il meccanismo del Conto Energia.
Il documento fornisce indicazioni circa i risultati ottenuti nel periodo di tempo che intercorre tra il settembre 2007 e l'agosto 2008, differenziandoli in relazione al sistema di incentivazione di riferimento, Vecchio o Nuovo Conto Energia.
Il Rapporto, in particolare, illustra aspetti quali le domande ricevute dal GSE, la gestione commerciale ed amministrativa e le verifiche ispettive effettuate dal GSE.
Per ogni provincia, sono riportate la localizzazione degli impianti fotovoltaici entrati in esercizio, la relativa potenza di esercizio e la produzione elettrica effettiva.
I dati resi noti dal GSE attestano che al 7 gennaio 2009 sono entrati in esercizio complessivamente:
- 19.052 impianti fotovoltaici per una potenza di 145 MW, grazie al Nuovo Conto Energia
- 5.069 impianti fotovoltaici per una potenza di 117 MW grazie al Vecchio Conto Energia.
Valutando le richieste che il GSE sta ricevendo relative ad impianti entrati in esercizio entro il 31 dicembre 2008, la stima effettuata dal GSE è di una potenza fotovoltaica complessiva entrata in esercizio al 2008, grazie al Nuovo Conto Energia, pari a circa a 280 MW.
LINK
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13 - Gennaio - 2009 |
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A Firenze i motorini elettrici saranno riforniti con colonnine fotovoltaiche, la prima colonnina di ricarica fotovoltaica e' entrata in funzione al mercato di Sant'Ambrogio. Il Comune fa sapere che si tratta della prima colonnina in Italia ad essere alimentata da questa energia rinnovabile pulita. L'impianto e' stato progettato e realizzato dalla societa' fiorentina Eta-Florence Energie Rinnovabili con un costo di 30mila euro. L'assessore comunale all'ambiente Claudio Del Lungo ha commentato la notizia: 'E' la prima postazione a Firenze ad emissioni zero che, grazie a un display, consente di misurare anche il risparmio di anidride carbonica per i kilowatt consumati'. 'Le caratteristiche principali della nuova colonnina sono la totale rinnovabilita' della fonte energetica primaria e l'assenza di emissioni di sostanze inquinanti durante l'intero ciclo di produzione. I pannelli fotovoltaici sono installati sulla superficie della pensilina del mercato.
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12 - Gennaio - 2009 |
"La crisi" farà decollare le rinnovabili
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La fine dell’anno si sa è tempo di bilanci e di previsioni e il 2008 è stato portatore di molte inquietudini e dubbi sul futuro dell’economia globale, dopo lo scoppio di una delle più gravi crisi finanziarie del secolo. Questa crisi con la conseguente stretta del credito da parte del settore bancario potrebbe rappresentare una vera e propria mannaia per esempio su un settore giovane ed in espansione come quello delle energie rinnovabili, che ha bisogno di ingenti capitali per poter prosperare e svilupparsi.
I costi delle infrastrutture sia per il settore solare che per quello eolico, infatti, sono ancora notevoli e non possono prescindere dal finanziamento bancario. La politica generosa degli incentivi nel nostro Paese, infatti, da sola potrebbe non bastare per promuovere uno sviluppo adeguato del settore, come accaduto invece in Germania e Spagna una decina di anni fa, quando la situazione congiunturale era ben differente da quella attuale. Basti pensare che per un impianto fotovoltaico da 1 Mw l’investimento si aggirerebbe ancora intorno ai 4-4,5 milioni di euro, e che i costi per l’eolico sono ancora maggiori.
“Siamo di fronte ad una profonda ristrutturazione del sistema finanziaria internazionale e l’Italia non ne è certamente esente- commenta Giuseppe Mastropieri di Nomisma Energia- certamente per le rinnovabili i contraccolpi saranno più duri: accanto all’alta intensità di capitale che caratterizza i mercati energetici, la forte crescita delle rinnovabili si è potuta realizzare grazie alla finanza di progetto che ha consentito di finanziare grandi impianti”
Insomma il mercato del fotovoltaico e delle rinnovabili in genere, come si può anche vedere dal vero tracollo, negli ultimi mesi del 2008, delle quotazioni delle società impegnate nel business, rischia di trovarsi di fronte ad una vera e propria paralisi nel prossimo anno, proprio a causa delle difficoltà nel trovare finanziamenti. In Germania, Spagna , Cina e Usa le grandi industrie del fotovoltaico, che avevano fatto grandi investimenti in un ottica di esplosione del mercato proprio in questi anni, stanno rivedendo al ribasso le loro stime con pesanti ridimensionamenti e rischi di chiusura se il quadro dovesse peggiorare nei primi mesi dell’anno.
Ma nel nostro Paese dove una filiera industriale ancora non esiste e dove gli impianti installati sono ancora una decima parte di quelli funzionanti in altri paesi europei, questo effetto negativo dovrebbe sentirsi sicuramente di meno. Anzi paradossalmente, secondo l’opinione di alcuni esperti, questa crisi finanziaria potrebbe per certi versi rappresentare per l’Italia l’opportunità di recuperare parte del terreno perso.
La pensa così per esempio Gianni Silvestrini direttore scientifico di Kyoto club, che da anni crede che il nostro Paese abbia un potenziale enorme, ancora non utilizzato, nel settore delle rinnovabili: “Per il nostro Paese la crisi finanziaria può diventare un motivo di stimolo positivo, considerando i ricchi incentivi a disposizione.” Il settore bancario, infatti, proprio in questi momenti di grande difficoltà, potrebbe essere proprio alla ricerca di investimenti tutto sommato garantiti dagli incentivi e quindi sicuri, come quelli nel solare o nell’eolico.
Per le banche, infatti, finanziare la costruzione di impianti per la produzione di energia rinnovabile rimane attraente perché, come sostiene la società di consulenza Ernst&Young, "ha sottostante industriale solido" e "il ritorno è garantito in 7-8 anni". Il tutto al netto dei progressi tecnologici, che faranno calare i costi di produzione.
Molti però temono che come accaduto in Germania, Giappone ed ora Spagna, la politica di incentivi da parte del governo possa cambiare anche a causa della crisi economica. D’altra parte i numeri fino ad ora parlano di una crescita esponenziale di impianti sia eolici che fotovoltaici, che entreranno in funzione nei primi mesi del 2009 e le prospettive non sembrano fino ad ora essere di un deterioramento della situazione, almeno per quello che riguarda il fotovoltaico.
Altro fattore poi da non sottovalutare è anche quello che vede nel 2009 un eccesso di offerta da parte di produttori di moduli rispetto alla domanda, cha va di pari passo con il crollo del prezzo delle materie prime. Le quotazioni del polisilicone, la materia prima dei pannelli solari, sono crollate del 44% arrivando a 200 dollari al kg dai 450 dollari negli ultimi 3-4 mesi. Tutto questo non potrà che avere effetti ribassisti sui prezzi dei moduli. Ecco che allora anche questo nuovo aspetto del mercato potrebbe quasi annullare gli effetti della stretta creditizia e rendere l’investimento in impianti fotovoltaici nel prossimo anno ancora più conveniente, permettendo cosi anche un minor ricorso al finanziamento bancario. Concludendo perciò il futuro del settore appare in chiaroscuro con ombre e luci.
Forse come ultima conclusione in alcuni settori come quelli del solare e del fotovoltaico si vedrà verso un miglioramento della qualità del mercato in tutti i sensi, sia dal punto di vista della domanda che dell’offerta. La crisi, infatti, potrebbe e dovrebbe operare una sorta di selezione naturale, togliendo dal mercato quanti per opportunismo e per speculazione si sono gettati nel business, senza nessuna o poca progettualità, nessuna preparazione di base, e animati da nessun’altro obiettivo se non quello di approfittare senza troppa fatica dei generosi incentivi statali.
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12 - Gennaio - 2009 |
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Le celle solari per la produzione di energia elettrica sono in continua evoluzione. Da quando uscirono i primi impianti molto costosi e a basso rendimento si sono sviluppati molto. Venivano criticati perché nella loro vita non arrivavano neppure a ripagarsi del loro costo, ma oggi la tecnologia ha fatto molta strada.
Già si era arrivati a creare un foglio flessibile di silicio che, non dovendo stare rigido, non ha bisogno di pesanti intelaiature di sostegno.Gli impieghi sono aumentati notevolmente e poi si è trovata anche una alternativa al silicio, fino ad oggi unico supporto usato.
Un nuovo polimero organico che ha le stesse proprietà elettriche del silicio ma ha una versatilità nettamente maggiore. Per esasperare questa versatilità i ricercatori dell’università della Florida, che hanno scoperto questa nuova alternativa, hanno letteralmente sciolto le celle solari in uno spray. Praticamente possono essere spruzzate come vernice su qualsiasi supporto. Per capire la resa di queste micro celle spray si deve pensare che hanno concentrato 20 celle in 2 centimetri quadrati. Per ora gli utilizzi sperimentali sono ovviamente molto limitati, ma forse un giorno come alternativa alla vernice per qualsiasi oggetto ci sarà anche quella a celle solari.
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08 - Gennaio - 2009 |
A Carrara l’impianto fotovoltaico più potente della provincia apuana. La novità? Gli inseguitori solari |
A Carrara l’impianto fotovoltaico più potente della provincia apuana. La novità? Gli inseguitori solari
E’ del Centro Lavorazione Lamiere: a realizzarlo è stata la Cienne Impianti. 546 moduli, 120 kw e un risparmio di 83 mila euro l’anno (e 100 tonnellate in meno di CO2). Gli inseguitori solari ragionano come i girasoli e rendono il 40% in più.
Al Centro Lavorazione Lamiere Apuano di Carrara il premio per l’impianto fotovoltaico più potente della Provincia di Massa Carrara. Il nuovissimo impianto dell’azienda di Viale Zaccagna in fase di ultimazione ed operativo prima della fine di gennaio, sorpasserà, per potenza (120 kwp) e rendimento annuo (83 mila euro di risparmio tra bollette e rendimento del conto energia dello Stato), i già mastodontici impianti della Tipografia Mori (50 kwp) e dell’azienda di salse pronto cucina “Ricette Mediterranee” ex equo con il Laboratorio Artistico Corsanini (20 kwp). I 546 moduli in silicio policristallino di ultimissima generazione permetteranno, infatti al C.L.L.A di evitare di immettere nell’atmosfera qualcosa come 100 tonnellate di CO2, pari a 30 tonnellate di petrolio a fronte di un investimento importante, ma garantito nella rendita, di 700 mila euro che sarà “ripagato” in poco meno di 10 anni. “Un investimento – ha spiegato Alfredo Corbelli, titolare della Cienne Impianti, società leader nel settore che ha realizzato tutti e quattro i mega impianti apuani associata al mondo di Cna – in un momento di grave difficoltà come quella che stiamo vivendo ora è il più sicuro perché può rendere oltre il 10%. Nemmeno i titoli di Stato garantiscono tanto. Investire sulle rinnovabili è senza dubbio un affare anche per i privati”. I pannelli posizionati sul tetto permetteranno all’azienda specializzata nel taglio delle lamiere e in carpenteria metallica di sfruttare l’energia catturata dal sole e trasformata in energia elettrica per far funzionare le apparecchiature e tutti i processi di produzione diventando quasi del tutto “autonoma”. Quattro mega impianti realizzati in poco più di un anno sono un buon segnale da parte delle imprese che hanno stimolato anche le amministrazioni comunali ad incentivare l’installazione e l’utilizzo delle fonti alternative come nel caso di Massa e di Carrara. “Le amministrazioni locali – sottolinea Corbelli – non sono poi così insensibili a questi temi. Recentemente, finalmente, hanno aperto alle rinnovabili permettendo ad impianti fino a 3 kwp di essere installati senza obbligo della Dia. E’ già un passo avanti importante. Ma ne dobbiamo fare altri ancora . Come quello di liberalizzare completamente almeno fino a 20 kW gli insediamenti industriali e così rendere più snello il passaggio dalla progettazione alla realizzazione dell’impianto”.
Un discorso a parte invece per quanto riguarda il credito che non sembra essersi ancora accorto di questo nuovo settore degli investimenti. Sono ancora troppo pochi gli Istituti di Credito che erogano finanziamenti al privato e alle Aziende in genere che intendono installare impianti fotovoltaico nonostante il flusso di denaro che remunare l’investimento sia garantito dallo Stato attraverso il Gestore dei Servizi Elettrici (GSE).
“Comunque – preannuncia Corbelli - prevediamo che il 2009 sarà un anno di grande lavoro su questa nuova tecnologia.
Ma i pannelli “fissi” sembrano già essere sorpassati. Il mercato delle rinnovabili è in continua evoluzione e la nuova frontiera si chiama: inseguitori solari. Ragionano e sono intelligenti come il girasole. Inseguono il sole e rendono anche il 40% in più rispetto al modello fisso sui tetti. E c’è qualche “eccentrico” che addirittura vuole metterlo nel giardino come una statua ma ci sono anche aziende che hanno già chiesto preventivi per avere un “campo di inseguitori”. “Rendono molto di più – conclude Corbelli - Un inseguitore biassiale con la stessa superficie di pannelli di un fisso per una potenza istallata di 3kWp produce quasi 5 mila kw all’anno, ma ha, al contrario, un minore coefficiente dal conto energia. Rende di meno economicamente nel rapporto con lo Stato, ma molto di più sul risparmio della bolletta e nel rendimento sul Conto Energia”.
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08 - Gennaio - 2009 |
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Confeserfidi favorisce il fotovoltaico proponendo finanziamenti finalizzati alla produzione di energia da fonti rinnovabili a basso impatto ambientale. E’ possibile risolvere il problema energetico con le fonti rinnovabili. In Italia esistono misure che incentivano la realizzazione di impianti fotovoltaici attraverso un contributo in conto gestione: il famoso conto energia, un incentivo che interviene sull’energia prodotta da fonti rinnovabili come, ad esempio, il Fotovoltaico. In pratica, oltre al risparmio energetico il conto energia prevede un incentivo che incrementa notevolmente la convenienza di un impianto in pannelli fotovoltaici. L’investimento è, tuttavia, molto oneroso e in tanti casi non esiste la possibilità di accedere al credito per mancanza di garanzie. Nella fase di realizzazione dell’impianto, infatti, il conto energia non è ancora attivo e le banche si trovano senza le dovute garanzie sui flussi di rientro. In questi casi il fondo di garanzia può rappresentare un notevole aiuto per le imprese che intendono accedere al credito per la realizzazione di un impianto di pannelli fotovoltaici. Si parla spesso di linee di credito messe a disposizione da banche ma, raramente si affronta l’argomento delle garanzie specifiche. Confeserfidi favorisce il fotovoltaico proponendo finanziamenti finalizzati alla produzione di energia da fonti rinnovabili a basso impatto ambientale. "In linea di massima- spiega Luca Mallo di Confeserfidi- gli oneri e le spese ammissibili sono di investimenti materiali (acquisto terreno e/o suolo aziendale, impianti/macchinari/attrezzature e strumentazioni, opere murarie e assimilate), investimenti immateriali (marchi, brevetti, licenze, pubblicità, software), spese di personale dedicato alla ricerca (formazione, costo del personale interno ed esterno, borse di studio) e spese di consulenza (certificazioni energetica, ambientale e di qualità; studi di fattibilità; progettazione; coperture assicurative). E’ necessario quindi accedere ad un credito consistente di durata ed importo variabile”. Il tetto è stabilito in 144 mesi per gli investimenti nel fotovoltaico etra i 60 e gli 84 mesi per quelli produttivi e di sviluppo aziendale. Per tutte le altre voci la scadenza massima è stabilita entro i 60 mesi. L’ammontare del prestito può andare, invece dai 150mila euro del fotovoltaico agli 1,5 milioni per il sostegno alla ricerca e allo sviluppo. Confeserfidi assicura alle imprese una garanzia pari al 50 per cento. “ Confeserfidi conferma- aggiunge Mallo- di essere vicino alle esigenze del sistema produttivo siciliano, al quale è storicamente legato.Vogliamo essere sempre più banca del territorio attraverso le nostre realtà, in grado di accompagnare l’economia locale su percorsi di crescita, a partire dal rafforzamento patrimoniale delle piccole e medie imprese e dagli investimenti in campo della ricerca ed innovazione tecnologica. Sono questi gli ambiti in cui si gioca la partita delle competitività. Per vincerla gli imprenditori siciliani possono contare sul nostro aiuto, sulle nostre competenze”.
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08 - Gennaio - 2009 |
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“Tetti solari sulle case popolari”. E' questo l'invito che l'assessore regionale alla casa Eugenio Baronti ha rivolto a tutti i coordinatori delle Lode Toscane e ai presidenti e direttori delle società di gestione dell'edilizia residenziale pubblica.
Baronti ha preso carta e penna e scritto a tutti, ricordando l'impegno assunto dalla Regione e particolarmente dall'assessorato: «raggiungere obiettivi di ecoefficienza nel produrre, nel consumare e nell’abitare». «Vi chiedo – prosegue perciò l'assessore regionale - di generalizzare il più possibile e dare concretezza nei vostri territori, al progetto “tetti solari sulle case popolari” per produrre energia elettrica pulita e rinnovabile, utilizzando le opportunità offerte dalla legge sul conto energia fotovoltaico che è un sistema di incentivazione vincolato e garantito per la durata di 20 anni, al riparo di qualsiasi colpo di mano di qualsiasi governo presente e futuro. Tutto questo – ribadisce Baronti - può essere fatto a costo zero, utilizzando tutti i sistemi incentivanti disponibili in questo momento: i 350.000 euro che come settore casa-edilizia sostenibile abbiamo messo a disposizione per contribuire ad individuare tutti gli edifici e la fattibilità dei progetti , il contributo regionale del 20% a fondo perduto fino ad un massimo di 20.000 euro che può essere cumulabile con il contributo “conto energia” e che sarà rinnovato dalla Regione nel 2009. Vi chiedo di mettere al più presto in cantiere centinai di progetti, piccoli e grandi, in ogni provincia, in ogni comune, ovunque è tecnicamente possibile, realizzate tetti solari per recuperare, attraverso la cessione di energia, risorse finanziarie da reinvestire in progetti per finanziarie la sostituzione e la bonifica dei tetti in eternit, l’abbattimento delle barriere architettoniche, lavori di manutenzione degli spazi comuni per migliorare la qualità dell’abitare dentro le case popolari, per abbattere la bolletta energetica delle famiglie, per migliorare la qualità dell’aria che respiriamo, per contribuire alla riduzione delle emissioni di CO2 causa dell’effetto sera e dei cambiamenti climatici in atto. Tanti piccoli progetti messi insieme – conclude l'assessore regionale - possono fare un grande risultato, possiamo produrre milioni di KWh ogni anno e risparmiare decine di migliaia di barili di petrolio ma, soprattutto, possiamo dare il buon esempio perché è attraverso la realizzazione delle buone pratiche virtuose che possiamo innescare processi culturali educativi di responsabilizzazione e di maggiore consapevolezza.»
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08 - Gennaio - 2009 |
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Dal 1° gennaio 2009, il servizio di ‘scambio sul posto’ è gestito non più dai diversi distributori, ma dal solo Gestore del sistema elettrico-GSE, secondo modalità uniformi per tutto il sistema nazionale.
Il nuovo sistema è stato introdotto dall’Autorità per l’energia con l’obiettivo di garantire una maggiore semplicità contrattuale, più trasparenza ed efficacia di gestione e la corretta valorizzazione economica dell’energia elettrica immessa e consumata.
Le nuove regole si applicano agli impianti di produzione da fonti rinnovabili fino a 20 kW e quelli da cogenerazione ad alto rendimento con potenza fino a 200 kW.
In pratica, dal 1° gennaio coloro che già usufruiscono del servizio di ‘scambio sul posto’ dovranno semplicemente presentare l’istanza al GSE entro il 31 marzo 2009, stipulando una nuova convenzione con il GSE. Il nuovo regime non comporterà nessuna modifica delle modalità di ottenimento e di erogazione dell’incentivo previsto per gli impianti fotovoltaici (conto energia fotovoltaico) né alcuna spesa. I benefici economici derivanti dall’erogazione del servizio decorreranno dal 1° gennaio 2009.
Dal 1° gennaio, inoltre, è previsto un ulteriore beneficio: il valore dell’energia prodotta da piccoli impianti da fonti rinnovabili potrà essere utilizzato come eventuale ‘credito’ negli anni successivi senza più il limite di tempo di tre anni, come previsto in precedenza.
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08 - Gennaio - 2009 |
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Nell'attesa che i primi moduli fotovoltaici raggiungano la fine del loro ciclo di vita, all'incirca tra dieci anni, l'associazione europea PV CYCLE ha dichiarato che si impegna a organizzare volontariamente un sistema di raccolta e riciclaggio dei pannelli. I membri mirano a raccogliere almeno il 65% dei moduli fotovoltaici installati in Europa dal 1990 e riciclare almeno 85% dei materiali. I membri di PV CYCLE sono industrie manifatturiere o importatori di pannelli fotovoltaici in Europa e rappresentano più del 70% del mercato fotovoltaico europeo.
È la prima volta che un settore dell’industria si organizza volontariamente a livello europeo per assicurare la raccolta ed il riciclaggio dei suoi prodotti, ponendosi inoltre traguardi ambiziosi.
Jan Clyncke, Managing Director di PV CYCLE ha dichiarato: “saremo capaci di affermare che l’energia solare è divenuta realmente sostenibile soltanto quando il ciclo di vita dei pannelli fotovoltaici si chiuderà, permettendo l’utilizzo in ambito industriale di materie prime riciclate necessarie per la loro produzione.
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07 - Gennaio - 2009 |
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Coprire il grande edificio che ospita i magazzini dei commercianti di fiori in valle Armea – ed eventualmente anche quello del confinante mercato – con pannelli solari in grado di produrre energia per mantenere la struttura e, in gran parte, da vendere e immettere in rete.
E’ il progetto nato da una collaborazione tra l’Amaie, il Comune di Sanremo e l’Ucflor (la cooperativa che gestisce il complesso di valle Armea), e che è stato inserito nel piano triennale delle opere pubbliche di Palazzo Bellevue, già nel 2009, con un investimento previsto in 8 milioni e l’avvìo dei lavori programmato per il quarto quadrimestre dell’anno. La pratica è affidata all’ingegnere Giuseppe Terracciano, dirigente del settore lavori pubblici 2 del Comune.
Il progetto assume un particolare segnificato perché aggancia al discorso della floricoltura, e in questo caso al complesso per la commercializzazione e la lavorazione del prodotto in valle Armea, quello dell’energia rinnovabile e dell’ambiente. Il Comune, poi, vorrebbe anche cogliere l’occasione per sistemare con una struttura leggera (su cui appunto collocare poi i pannelli) il tetto dell’edificio dei magazzini, che negli anni si è rivelato assolutamente mal concepito e inadeguato, tanto che ad esempio a causa della sua conformazione non riesce a smaltire l’acqua piovana.
La superficie disponibile è di circa 15 mila metri quadrati (30 mila se l’iniziativa verrà estesa anche all’edificio del mercato vero e proprio, quello che ospita la sala contrattazioni, gli uffici, i servizi), e inizialmente si era pensato di allestire un impianto solare attraverso il quale alimentare il sistema che “produce” il freddo nei frighi dei commercianti di fiori.
Ora si è optato invece su una copertura di pannelli fotovoltaici che sarebbe in grado di produrre l’energia elettrica necessaria al complesso floricolo, ma soprattutto (almeno per i tre quarti) di venderla affinchè venga immessa in rete. «Abbiamo calcolato che un simile impianto possa produrre oltre un megawatt di elettricità», spiega il vicepresidente dell’Amaie Fiorenzo Gimelli, che sta seguendo il progetto.
Quanto all’aspetto finanziario, cioè a come trovare le risorse per realizzare l’operazione, sul tavolo erano state messe varie opzioni: da un finan- ziamento diretto da parte del Comune (ora improponibile viste le difficoltà a far quadrare il bilancio) all’accensione di un mutuo, sino a un accordo con un gruppo privato che realizzi e poi gestisca l’impianto, impegnandosi a versare un canone annuale a Palazzo Bellevue.
E una collaborazione con i privati oggi appare la strada più facilmente percorrribile: già diverse ditte hanno manifestato il loro interesse ad allestire la copertura in pannelli fotovoltaici da cui ricavare preziosa energia elettrica che, tra l’altro, avrebbe la “conformità verde”, in quanto rinnovabile e pulita, e quindi un prezzo di mercato più alto.
Si pensa dunque a una gara con la formula del “project financing”, per individuare un soggetto che costruisca e consegni l’opera “chiavi in mano”, e che poi ne acquisisca la gestione per un certo numero di anni, attraverso i quale ammortizzare l’investimento e poi farlo fruttare.
Peraltro, nel complesso che ospita i magazzini i commercianti privati sono sempre meno (altro sintomo della crisi del comparto), diversi locali sono rimasti vuoti e ormai una considerevole parte dell’edifico è occupata dalle cooperative. Quello dell’impianto fotovoltaico non è l’unico progetto in cantiere che riguarda il rapporto tra floricoltura, energia ed ambiente. Sempre l’Amaie, ad esempio, ha elaborato una proposta per il riutilizzo delle acque reflue del depuratore per l’irrigazione delle aziende floricole, che oggi in gran parte consumano l’acqua potabile della rete cittadina.
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05 - Gennaio - 2009 |
| I.D.E.E. :L'informazione sull'efficienza energetica nelle scuole |
Nel mese di dicembre si è svolto a Roma presso la Regione Lazio il seminario “I.D.E.E. (Informazione Didattica sull'Efficienza Energetica) – Risparmio energetico in ambito scolastico” per l’ informazione – formazione dei docenti sui metodi e gli strumenti didattici più innovativi finalizzati alla sensibilizzazione dei bambini alle tematiche relative alle problematiche ambientali e al risparmio energetico.
L’Assessorato all’Ambiente e Cooperazione tra i Popoli della Regione Lazio che ha promosso l’iniziativa in collaborazione con Sviluppo Lazio e con Ecoscuola, ha inserito il I Circolo di Anzio diretto dalla Dott.ssa Elisabetta Spaziani da sempre attivo rispetto alle tematiche ambientali, nel progetto Ecoscuola invitando i docenti a parteciparvi. All’interessante convegno erano presenti l’Assessore Filiberto Zaratti, il Prof Aldo Di Carlo Co-direttore del Polo Solare Organico della Regione Lazio, il Prof Fabio Massimo Frattale Mascioli Responsabile del Polo Mobilità Sostenibile della Regione Lazio, Vincenzo Naso Direttore del C.I.R.P.S., Roberto Ballarotto dello Sportello Kyoto, Daniele Zavalloni dell’Ecoistituto delle Tecnologie Appropriate di Cesena, coordinati da Sergio Ferraris Comunicazione Assessorato all’Ambiente.
Quest’ultimo ha rivolto il primo ringraziamento alle scuole elementari e medie che negli anni, con il loro assiduo lavoro, hanno reso particolarmente attenti e sensibili ai temi della sostenibilità, gli adulti di oggi; la mancanza più grave invece viene dal governo che non ha concretizzato e supportato l‘impegno delle scuole con adeguate iniziative. L’Assessore Zaratti ha dichiarato che la Regione darà un contributo affinchè le scuole siano dotate di pannelli solari divenendo autosufficienti sul piano energetico al punto da produrre e vendere energia acquistando con i proventi nuovi strumenti didattici; Zaratti e Mascioli hanno ribadito l’importanza di investimenti sulle scuole e sulla ricerca per il futuro del nostro paese e delle nostre generazioni: gli obiettivi da conseguire sono il 20% in meno di emissioni di gas serra, il 20% di fonti rinnovabili, il 20% in più efficienza energetica. In particolare il Prof. Frattale Mascioli ha illustrato il lavoro del Polo per la Mobilità Sostenibile che è nato da un accordo tra l’ L’Assessorato all’Ambiente di Roma, il Dipartimento Infocom della Sapienza e il Comune di Cisterna di Latina in cui ha sede. Si tratta di un centro di sperimentazione e innovazione tecnologica che è diventato un punto di aggregazione per le piccole e medie imprese che operano nel settore della mobilità ma anche per professori e ricercatori di diverse università nonché per giovani ricercatori, dottorandi e studenti. Le attività di Ricerca e Sviluppo si concentrano in particolar modo sulla propulsione ibrida termico-elettrica e totalmente elettrica, sui materiali innovativi, sull’infomobilità e sullo sviluppo di infrastrutture per la mobilità sostenibile (stazioni di ricarica e sistemi per la gestione di flotte a basso impatto ambientale), e hanno già portato alla realizzazione di diversi prototipi di veicoli a bassa o zero emissione e allo sviluppo di progetti per implementare modelli di sviluppo sostenibile a valorizzazione delle realtà locali del territorio laziale. Davanti alla sede della Regione abbiamo ammirato uno splendido esemplare di supercar ecologica, uno dei veicoli sportivi usati anche in gare a livello internazionale.
L’intervento del Prof Aldo Di Carlo ha stupito tutti durante la spiegazione dello stato dell’ innovativa ricerca sul cosiddetto "fotovoltaico organico di Terza Generazione" svolta dal Polo di Tor Vergata, cioè sui pannelli solari al mirtillo. La tecnologia del solare organico infatti si ispira al processo della fotosintesi clorofilliana con l’ utilizzo anziché delle tradizionali celle fotovoltaiche in silicio, di una miscela di materiali in cui il pigmento di mirtillo è in grado di assorbire la luce. Inoltre Di Carlo ha spiegato che con i materiali impiegati che sono di basso costo e con i metodi di fabbricazione molto semplici, l'industrializzazione del fotovoltaico organico permetterà una notevole riduzione dei costi. Il Professore prevede che nel futuro ci sarà un aumento di posti di lavoro nel settore del sostenibile ed è quindi un bene, spiega “che i ragazzi sappiano cos’è l’energia rinnovabile e l’efficienza energetica”. Con un breve filmato ha presentato il kit che viene utilizzato nelle scuole per mostrare ai ragazzi come si costruisce una cella organica: tra gli strumenti non manca il succo di arancia o di mirtillo!
Vincenzo Naso ha illustrato invece il Polo nato a Civitavecchia per la creazione dell’idrogeno, sostanza non inquinante che al momento permette a 2 autobus usati per i crocieristi e per le scuole di percorrere 200 mila km all’anno. La produzione di idrogeno da sostanze naturali, estratto con processi non inquinanti, permette di generare elettricità, calore, freddo al punto che con questo sistema, piccole cittadine potrebbero essere totalmente indipendenti. Roberto Ballarotto ha fatto un excursus sullo stato delle energie rinnovabili nel Lazio sottolineando il fatto che siano divenute democratiche in quanto non più in mano a pochi, ma decentrate. A spezzare la fitta rete di interventi tutti molto avvincenti, Ursula Mainardi un’arteterapista della Cooperativa AmbeCò ha realizzato una suggestiva conferenza ecoteatrale sulle tematiche già citate con un approccio più emotivo: infatti per la loro trasversatilità permettono di essere espresse con i linguaggi più diversi.
Il Prof Daniele Zavalloni dell’Ecoistituto delle Tecnologie Appropriate di Cesena ha precisato che la responsabilità in fatto di educazione al sostenibile non può essere unicamente lasciata alla scuola, ma va suddivisa. La scuola può educare a compiere i piccoli gesti quotidiani, programmando quindi un percorso di apprendimento per comprendere il senso del limite e i comportamenti più corretti come la coltivazione di un orto, l’uso della compostiera, la limitazione delle fotocopie, l’eliminazione del pennarello che è tossico e inquinante; ha ricordato che il bere e il respirare sono beni insostituibili e le famiglie dovrebbero tutte impegnarsi nel risparmio energetico. Simone Ceccobelli del Comitato Scientifico Silver Vision International S.r.l. ha concluso l’intenso pomeriggio presentando e spiegando con simulazioni e dimostrazioni pratiche, il gioco educativo Rinnatural che sarà inviato anche al nostro Istituto. Tale strumento vuole essere un divertente supporto all’insegnamento e delinea concetti fondamentali avanzati in questi anni dal mondo della ricerca nazionale e internazionale relativi all’educazione ambientale e all’ energia. Bambini e ragazzi vanno dunque resi consapevoli del fatto che la terra e la nostra sopravvivenza dipendono dalla qualità delle nostre azioni quotidiane.
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05 - Gennaio - 2009 |
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Presentato un progetto per dotare il Ponte attrezzato di Potenza di un sistema fotovoltaico per la produzione di energia elettrica. Curato dal preside dell'Istituto tecnico 'Einstein', Rocco Colonnese, il progetto prevede l'installazione sulla copertura del Ponte attrezzato di un rotolo di silicio, piu' efficace dei tradizionali pannelli e che consentira'di produrre meno inquinamento. In vent'anni, il sistema, che costera' 490mila euro,consentira' di avere ricavi per circa 667mila euro.
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02 - Gennaio - 2009 |
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Il comune di Parma, la provincia di Parma e l'azienda Asp “Ad Personam” firmeranno entro gennaio un’intesa per realizzare e gestire un impianto fotovoltaico sulla casa protetta del “Centro Servizi Anziani San Leonardo”. Lo schema di intesa è stato approvato nei giorni scorsi dalla Giunta comunale. La spesa complessiva è di 124mila euro e verrà finanziata per il 20%, 24.800 euro, dalla provincia di Parma, e per il restante 80%, 99.200 euro, dal comune di Parma.
“La finalità di questo intervento è duplice – spiega l’assessore all’Ambiente del Comune Cristina Sassi. Da un lato, promuove la diffusione degli impianti energetici a fonti rinnovabili per incrementare l’efficienza energetica di Parma e provincia, riducendo i consumi di fonte energetica primaria e le relative emissioni; permette di sostituire fonti fossili tradizionali, fortemente inquinanti, con fonti meno inquinanti, possibilmente rinnovabili; crea relative nuove opportunità di sviluppo economico. D’altro lato, l’intervento ha una valenza sociale: il finanziamento provinciale, infatti, è vincolato a reinvestire gli utili da risparmio energetico in benefici economici per l’utenza o per finanziare ulteriori interventi di contenimento energetico sulla casa protetta”.
Stando all’intesa, la provincia di Parma provvederà a eseguire la progettazione, la direzione dei lavori e il collaudo delle opere, all’espletamento delle procedure di gara per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico fino alla consegna “chiavi in mano” ad attivazione avvenuta; inoltre, tra l’altro, si impegna a cedere in comodato gratuito al Comune la quota di impianto che si riferisce al 20% della spesa fino alla scadenza del contributo statale, della durata di 20 anni, e a cederne la proprietà a titolo gratuito al Comune alla scadenza di tale termine. I lavori verranno eseguiti entro il 2009.
Al comune di Parma verrà riconosciuto un contributo statale proporzionale alla produzione di energia elettrica dell’impianto fotovoltaico. Il Comune fornirà tutta la documentazione riguardante la struttura necessaria alla corretta progettazione e installazione dell’impianto, metterà a disposizione la struttura per i lavori di realizzazione dell’impianto, assolverà agli adempimenti formali necessari all’assegnazione del contributo statale, metterà a disposizione il proprio responsabile per gli impianti elettrici perché fornisca tutte le informazioni necessarie a una corretta progettazione e installazione dell’impianto, parteciperà attivamente alle fasi di approvazione del progetto mediante appositi atti deliberativi.
L’azienda asp “Ad Personam” di Parma, attuale gestore della casa protetta, si impegna, tra l’altro, a eseguire i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria necessari al funzionamento dell’impianto.
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02 - Gennaio - 2009 |
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La spesa diventa sempre più verde. Almeno alla Coop, che si piazza di diritto tra i colossi della grande distribuzione più eco-sensibili del nostro Paese. La catena di supermercati ha infatti adottato una serie di scelte sostenibili da fare invidia al supermercato verde appena inaugurato da Sma (vedi box).
Un esempio? Il tonno rosso, un pesce che rischia l'estinzione entro pochi anni se non ne verrà drasticamente ridotta la pesca di almeno il 50%, è stato letteralmente eliminato dai banchi Coop. Grazie a questa scelta 'etica' si stima che circa 6 mila esemplari si salveranno.
Sempre in campo ittico, la Coop aderisce anche al progetto “friend of the sea” dell’Earth island Institute. I pesci con questa certificazione sono pescati in modo da non danneggiare l’ecosistema marino. Un risultato non da poco considerando il modo “selvaggio” di catturare i pesci (con le reti a strascico che distruggono i fondali, per esempio…).
Coop si è anche data da fare nel campo degli imballaggi. Riducendo quelli dei prodotti a marchio Coop, utilizzando materiali biodegradabili e utilizzando cellulosa certificata Forest Stewardship Council, che garantisce cellulosa preveniente soltanto da foreste gestite secondo criteri di crescita lenta ed ecosostenibile.
Nelle Coop di Firenze “Centro Ponte a Greve” e di Rimini “I Malatesta” sono poi installati pannelli fotovoltaici per produrre energia elettrica. Nel 2001 Coop è stata la prima nella Grande Distribuzione, ad aderire al Programma Europeo Green Light sul risparmio energetico nell’illuminazione; questo le è valso il riconoscimento del Green Light Partner Awards 2006.
Infine di recente sono state applicate etichette che spiegano subito, di primo impatto, il materiale con cui sono fatti gli imballaggi e, di conseguenza, dove gettarli perchè siano riciclati.
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02 - Gennaio - 2009 |
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Scattano le nuove regole per l'energia prodotta nei piccoli impianti da fonti rinnovabili, infatti dal 1° gennaio 2009, per effetto delle disposizioni contenute nella Delibera dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas 74/08, l'erogazione del servizio di scambio sul posto sarà effettuata esclusivamente dal GSE. Quindi tutti i contratti di scambio sul posto attualmente in corso con le imprese di distribuzione scadranno il 31 dicembre 2008. Quindi coloro che hanno già in corso un contratto di scambio sul posto, o coloro i quali fossero interessati ad attivare per la prima volta il servizio, dovranno presentare la relativa domanda al GSE. Il termine entro il quale presentare l'istanza è stato prorogato al 31 marzo 2009, anche se i benefici economici decorreranno comunque dal 1 ennaio 2009.
Il nuovo sistema è stato introdotto dall'Autorità per l'energia con l'obiettivo di garantire una maggiore semplicità contrattuale, più trasparenza ed efficacia di gestione e la corretta valorizzazione economica dell'energia elettrica immessa e consumata. Le nuove regole si applicano agli impianti di produzione da fonti rinnovabili fino a 20 kW e quelli da cogenerazione ad alto rendimento con potenza fino a 200 kW. Inoltre dal primo gennaio il valore dell'energia prodotta da piccoli impianti da fonti rinnovabili potrà essere utilizzato come eventuale 'credito' negli anni successivi senza più il limite di tempo di tre anni, come previsto in precedenza.
Il GSE fa sapere che il nuovo regime di scambio sul posto non ha alcun effetto sugli incentivi erogati agli impianti fotovoltaici e riguarda esclusivamente la regolazione dell'energia scambiata con la rete. Il passaggio dal vecchio al nuovo regime di scambio sul posto non comporta quindi nessunamodifica ai meccanismi di erogazione dell'incentivo previsto per l'energia prodotta dagli impianti fotovoltaici (conto energia fotovoltaico). Tutte le informazioni e le modalità per effettuare la domanda si possono trvare sul sito del GSE.
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22 - Dicembre - 2008 |
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Rendere l’industria del fotovoltaico “doppiamente verde”. Questo il motto dell’associazione europea Pv Cycle, i cui membri hanno firmato una dichiarazione congiunta con la quale si impegnano a mettere in pratica un sistema volontario di raccolta e riciclaggio di pannelli a fine ciclo di vita. Ci vorranno almeno dieci anni prima che la gran parte dei pannelli fotovoltaici che sono stati installati sino ad ora diventino materiale da dismettere e quindi rifiuti, ma già da oggi c’è chi sta pensando di organizzarsi per quel momento. Quando si dice pensare al futuro.
L’obiettivo su cui l’associazione si dice impegnata è quello di raccogliere almeno il 65% dei moduli fotovoltaici installati in Europa a partire dal 1990 e riciclare l’85% dei material di cui sono costituiti. Il processo ridurrà quindi al minimo lo spreco di materie prime permettendo il loro riutilizzo (una volta recuperate dai pannelli dimessi) per la produzione di nuovi moduli. All’associazione Pv Cycle aderiscono industrie manifatturiere o importatori di pannelli fotovoltaici europei che rappresentano oltre il 70% del mercato del settore.
Un impegno che è già stato salutato con approvazione e entusiasmo sia dall’attuale Presidenza francese dell’Unione Europea ( in carica sino al 31 dicembre e poi seguita dalla repubblica Ceca), che attraverso il vicepremier e ministro per l’Ambiente Jean-Louis Borloo ha dichiarato che «È la prima volta che un settore dell’industria si organizza volontariamente a livello europeo per assicurare la raccolta ed il riciclaggio dei suoi prodotti, ponendosi inoltre traguardi estremamente ambiziosi» e ha continuato dicendo che «Con questo accordo, l’approccio creato dalla Grenelle viene esteso ad un settore dell’industria in tutta Europa». Anche il Commissario europeo per l’Ambiente, Stavros Dimas, ha espresso entusiasmo per l’iniziativa del tutto volontaria e si è detto «impaziente di vedere i risultati di tale ambizioso progetto».
Che si tratti di obiettivi ambiziosi lo ha sottolineato anche lo stesso manager dell’associazione Pv Cycle:«Riconosciamo che questi obiettivi sono ambiziosi e ci fanno carico di una grande responsabilità. Non per ultimo, abbiamo bisogno di assicurarci la collaborazione di tutti i produttori, grossisti ed importatori europei. Saremo capaci di affermare che l’energia solare è divenuta realmente sostenibile soltanto quando il ciclo di vita dei pannelli fotovoltaici si chiuderà, permettendo l’utilizzo in ambito industriale di materie prime riciclate necessarie per la loro produzione». «Questa – dice il manager - è la ragion d’essere di Pv Cycle ».
L’associazione Pv Cycle fondata nel 2007 con lo specifico intento di aumentare l’impegno da parte dell’industria del fotovoltaico nella creazione di un programma volontario di raccolta e di riciclaggio per i moduli a fine ciclo di vita, raggruppa le aziende che sono nella parte finale della filiera e hanno messo a punto uno schema di riciclaggio che contano di presentarlo alla Commissione Europea entro il 1 aprile 2009 per conoscenza formale.
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21 - Dicembre - 2008 |
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I consiglieri di minoranza in consiglio comunale hanno presentato una mozione con la quale chiedono precisi impegni all'amministrazione comunale per agevolare la diffusione del fotovoltaico in città
ALGHERO - I consiglieri della minoranza in consiglio comunale hanno presentato una mozione con la quale chiedono precisi impegni all'amministrazione comunale per agevolare la diffusione del fotovoltaico in città.
In particolare nel documento, firmato da Matteo Tedde, Giovanni Cherchi, Vittorio Curedda, Enrico Daga, Angelo Piras, Gavino Scala, Valdo di Nolfo, Nicola Salvio e Gavino Tanchis, il sindaco e la giunta vengono impegnati all’individuazione di un referente che curi l’assistenza ai cittadini, promuovendo e coordinando eventuali gruppi di acquisto, costituiti sia da cittadini sia da imprese.
Si richiede inoltre che il sindaco modifichi il regolamento edilizio comunale, in modo da garantire l’installazione di questo tipo di impianti al maggior numero possibile di richiedenti. “Le energie rinnovabili sono universalmente considerate una delle più importanti risorse per uno sviluppo moderno della società – spiegano i consiglieri dell’opposizione – e gli eventi climatici sempre più estremi impongono una nuova e non rinviabile urgenza di impegno imposto dalla dimensione globale, di fronte alla quale ogni comunità deve fare la sua parte, ma anche dalla dimensione locale, dimostrata anche dalle devastazioni che vediamo in questi giorni vicino a noi”.
“Considerato che in molti centri – si legge ancora nella mozione – le amministrazioni hanno messo in pratica concrete azioni incentivanti, dando vita a “gruppi di acquisto” che facilitano fortemente l’iter burocratico e riducono i costi di installazione e che Alghero risulta tra i comuni con minore diffusione di impianti di fotovoltaico”, i nove consiglieri che hanno presentato la mozione mirano in questo modo ad incentivare e incoraggiare l’uso dei pannelli solari in città.
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21 - Dicembre - 2008 |
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Natale etico ed eco-sostenibile Manarola, Las Palmas, Borgo Valsugana (Trentino). La grande cartolina natalizia di Mario Andreoli rimarrà accesa, grazie all'energia pulita e rinnovabile del sole, sino al 2 febbraio, giorno della Candelora. Il presepe luminoso più grande del mondo, ideato e costruito dal ferroviere in pensione Mario Andreoli, torna ad illuminare la collina delle Tre Croci a Manarola. Una maestosa cartolina natalizia da sempre bella, quest'anno diventa anche buona, etica ed ecosostenibile grazie all'impianto fotovoltaico voluto dal Comune di Riomaggiore e fornito dalla ditta Brianza Plastica su progetto dell'ingegnere Alessandro Perrone. Ai materiali poveri e di recupero che, nobilitati dall'estro e creatività dell'ormai ottantenne Mario, danno vita alla scena della natività e alle trecento figure del presepe, si aggiunge - per la trentaduesima edizione del presepe di luci - l'energia pulita e rinnovabile del sole.
Il lungo pomeriggio di festa ha avuto inizio alla stazione di Riomaggiore con l'arrivo dei ragazzi diversamente abili dell'Associazione SempliceMente di Genova che da quattordici anni lavora per promuovere un'immagine propositiva dell'handicap intellettivo, condizione necessaria per una reale integrazione sociale. Ad accoglierli Mario Andreoli, Lino Gogioso sindaco di Riomaggiore, un gruppo di escursionisti del CAI della Spezia e un infuocato tramonto che ha reso ancor più suggestiva la passeggiata lungo la Via dell'Amore.
Sulla terrazza panoramica sopra la stazione ferroviaria di Manarola, la banda musicale di Sestri Levante ha dato il benvenuto ai numerosissimi visitatori accorsi per assistere all'inaugurazione. Anche l'attesa per l'accensione delle 15.000 luci si è trasformata in un momento di festa grazie alle fisarmoniche degli spezzini Tullio Venturotti e Giovanni Piaggi, all'esposizione di alcuni strumenti storici del Museo della fisarmonica di Stradella di Voghera, ma soprattutto grazie agli speciali alberi di natale allestiti dall'Associazione SempliceMente, sagome di legno alle quali residenti e turisti hanno appeso i loro propositi e le loro speranze per il 2009 alle porte.
Oltre cinquanta fiaccole - sorrette da escursionisti del club Alpino, da una delegazione della Croce Rossa della Spezia e da un gruppo di amici milanesi di Mario Andreoli - e i tradizionali fuochi d'artificio hanno annunciato l'accensione del presepe: la buia collina delle Tre Croci si è infiammata di luci e bagliori e in un attimo si è trasformata in maestosa e suggestiva cartolina natalizia che rimarrà illuminata sino al 2 febbraio, giorno della Candelora.
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21 - Dicembre - 2008 |
| Mi metto in proprio: finanziamenti per aspiranti giovani imprenditori a Prato |
Centri estetici e parrucchieri, consulenze e installazione di impianti per risparmio energetico e sicurezza, negozi e imprese di pulizia, ma anche un fabbro, unazienda agricola e unautoscuola. Sono quasi cento i posti di lavoro che potranno essere attivati dai finanziamenti a fondo perduto del bando a sportello dallassessorato Sviluppo e Marketing Mi metto in proprio. Bando che complessivamente ha messo a disposizione di chi vuol fare impresa 200 mila euro.
Sono gi 88 le domande arrivate fino a questo momento in Provincia, una buona parte della valutazione gi stata fatta e le risorse saranno tutte impiegate. Anzi, sono pronti altri 200 mila euro per riaprire il bando nei primi mesi del 2009 annuncia il vice presidente della Provincia Daniele Panerati I quasi cento posti di lavoro che potranno essere attivati vanno ad agire su una fascia, quella ai 18 ai 35 anni, a cui non mancano idee ed energie, ma a cui spesso mancano le risorse per avviare unattivit.
Dalle richieste esce fuori un piccolo campione delle professionalit e della voglia di fare impresa dei giovani pratesi: molti sono i negozi e le attivit commerciali di ogni genere compresi gli ambulanti: bar, articoli sportivi, calzature, auto usate, giocattoli, giornali e anche un agenzia viaggi, un lavanderia e unagenzia immobiliare. Molto gettonato anche il settore benessere con un gruppetto di negozi per parrucchiere e centro estetico.
Nel gruppo delle proposte ci sono diverse attivit di servizio alle imprese anche in nuovi settori come fotovoltaico, mini idroelettrico e energie alternative. E anche il tessile fa la sua parte con un vaporizzo, una tessitura conto terzi, la produzione di campioni tessili, con disegno e grafica di tessuti e un trapuntificio.
Con il progetto Mi metto in proprio e il relativo bando di accesso a risorse economiche, Palazzo Buonamici sostiene dunque lo start up delle attivit aziendali per una quota massima di cinquemila euro a progetto, che potranno essere utilizzati per spese di consulenza, di costituzione dimpresa (dal notaio ai contratti per allacciamenti fino alle tre prime mensilit di locazione), per pubblicit e promozione.
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17 - Febbraio - 2009 |
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L'attuale crisi economica potrebbe essere l'occasione per cercare nuove strade verso l'innovazione: lo ha detto il presidente del Consiglio nazionale delle Ricerche (Cnr), Luciano Maiani. Nell'incontro organizzato oggi a Roma per la firma dell'accordo fra Cnr e Invitalia, l'agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa, Maiani ha rilevato che ''bisogna saper leggere questo aspetto della crisi''. Secondo il presidente del Cnr ''numerosi settori promettono di essere trainanti''. Tra questi ha indicato il fotovoltaico oltre il silicio e, in genere, i settori al servizio della ''produzione di energia con metodi sostenibili''. Puntare verso la capacita' di attrarre investimenti esteri in un momento di crisi, secondo Maiani, significa saper leggere la crisi ''come cambiamento: vincera' chi sapra' cavalcare queste possibilita'''. La crisi, secondo Maiani, potrebbe portare a ''qualcosa di nuovo, a cercare nuove strade e meccanismi per portare i risultati della fase della conoscenza a quella della produzione''.
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17 - Febbraio - 2009 |
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Una rincorsa faticosa che ha il sapore dello sprint. Dove la buona volontà del «sistema», pur con tutte le storture del passato (si veda il capitolo Cip6), inizia a dare i primi frutti. Sorpresa: l'Italia dell'energia solare, un mercato ancora acerbo ma in rapida crescita, sta diventando attraente per gli stranieri. E questo perché dopo il taglio di Germania e Spagna delle tariffe per l'incentivazione all'installazione degli impianti fotovoltaici, il nostro è diventato il Paese del Vecchio Continente che può contare sugli aiuti pubblici più elevati. Il solito "spreco"? Forse no. Un esempio su tutti: con il nuovo Conto Energia il gestore dei servizi elettrici eroga un contributo che per ogni chilowattora prodotto va da un minimo di 36 centesimi, nel caso di un impianto fotovoltaico non integrato di una struttura industriale, a un massimo di 49 cent per gli impianti residenziali. E nonostante gli effetti della crisi, si prevede che i tassi di sviluppo italiani della potenza installata saranno ancora a due cifre per i prossimi cinque anni, quando nel 2008 la crescita si è attestata al 150-170% passando dai 120,6 megawatt di fine 2007 ai 326,8 di ieri sera.
Il solare «dimezzato». C'è da chiedersi però quanto di questo valore rimanga in Italia, andando quindi a remunerare gli investimenti delle nostre imprese e indirettamente – attraverso l'imposizione fiscale e la creazione di posti di lavoro – il denaro pubblico messo sul piatto dagli incentivi di Conto Energia (finora 50 milioni di euro). Il tema, tra i tanti, sarà trattato il 12 marzo in un convegno al Politecnico di Milano intitolato "Il sistema industriale italiano di fronte alla sfida delle energie rinnovabili", nel quale verranno presentati i risultati della Ricerca 2008 dell'Energy & Strategy Group della School of management. Secondo gli esperti del "Poli", nelle tasche del Belpaese rimarrebbe poco perché le aziende nostrane si concentrano là dove il margine è più basso (dal 7 al 17%), cioè a valle della filiera, nella distribuzione e nell'installazione degli impianti. Mentre a monte – cioè nella produzione e vendita del silicio, dove i margini superano il 50% – l'import raggiunge quota 98% e il restante 2% è rappresentato da imprese estere con filiale italiana.
Le ricette per competere. Serve allora concentrarsi sia sul reperimento delle risorse finanziare da destinare all'attività di ricerca e sviluppo, sia sull'entità degli investimenti in asset materiali. Un altro esempio: per installare un impianto di produzione di silicio con una capacità di 5mila tonnellate, equivalenti a circa 600 megawatt di potenza fotovoltaica, servono circa 250 milioni di euro. Ma quali possono essere le strade per rafforzare il ruolo del made in Italy in un settore tanto strategico? Almeno tre, come spiega al Sole 24 Ore Vittorio Chiesa, direttore dell'Energy & Strategy group. «La prima soluzione è di natura politica e richiede l'introduzione a fianco del Conto energia di meccanismi di politica industriale che incentivino direttamente o indirettamente, magari attraverso agevolazioni fiscali, la ricerca e gli investimenti in capacità produttiva più a monte della filiera». La seconda, continua Chiesa, «che coinvolge le imprese, richiede uno sforzo nell'incrementare la capacità produttiva al fine di non lasciarsi sfuggire le opportunità di crescita del mercato italiano». La terza strada, da giocarsi sul lungo periodo, riguarda la traiettoria tecnologica che le imprese italiane potrebbero abbracciare per il futuro: «Considerata l'impossibilità di competere con i big del silicio – conclude il direttore dell'Energy & Strategy Group – sarebbe opportuno concentrare gli sforzi sul film sottile, tecnologia emergente destinata a raggiungere quote del 20-30% del mercato entro cinque-sei anni, e rispetto alla quale sarebbe ancora possibile costruire una posizione di forza».
Il fronte spagnolo. Dando uno sguardo alla situazione europea, nel 2008 la Spagna ha effettuato uno storico sorpasso nei confronti della Germania, per lungo tempo la patria del "solare". Sempre l'anno scorso le nuove installazioni fotovoltaiche iberiche sono state pari a oltre 2,6 gigawatt contro 1,3 gigawatt di quelle tedesche. La Germania rimane però ancora al comando della classifica mondiale sul totale installato (con oltre 5,2 gigawatt) tallonata dalla Spagna, con oltre 3,7 gigawatt che ha superato nella corsa al solare Stati Uniti e Giappone. Se Madrid riuscirà a diventare la nuova regina del fotovoltaico dipenderà però dall'impatto negativo del Regio Decreto, entrato in vigore il 29 settembre scorso, che porta gli incentivi per la produzione di energia degli impianti da 0,42 a 0,32 euro per chilowattora, in calo del 25 per cento. Mentre l'Italia tenta l'affondo, magari con un occhio più attento alla redditività.
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15 - Febbraio - 2009 |
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Sembra incredibile, ma oggi Samsung ci vuole proprio stupire con quest’ultimo prodotto realizzato interamente con plastica riciclata.
Davvero bello e assolutamente innovativo se si pensa che funzionerebbe senza batteria ma ad energia solare.
LG come Samsung con il Blue Earth, sfornerà orgogliosa l’evoluzione del KF750 anch’esso con materiale riciclato, ed entrambi avranno il dorso in materiale fotovoltaico ossia a celle solari.
Cattureranno energia solare e pulita riparmiando così energia elettrica.
Ci auguriamo non saranno slo 2 prototipi ma che prenderanno largo uso e saranno apprezzati quando saranno messi in commercio, cosa che purtroppo ancora non siamo in grado di affermare con certezza quando succederà, poichè sono un’ottima possibilità di salvaguardare la nostra salute non essendo costruiti con materiale cancerogeno come il berillio o ftalalati.
Inoltre il cellulare è molto pratico, si ricaricherà in pochissimo tempo e avremo meno accessori ad ingombrarci per casa!
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13 - Febbraio - 2009 |
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Il Governo giapponese ha stimato che i prossimi anni saranno queli dl boom fotovoltaico nel paese del Sol levante. Infatti Il ministero dell'Ambiente ha previsto che entro il 2030 il fotovoltaico potrebbe registrare un vero boom con una potenza prodotta pari a 55 volte i livelli attuali. Il governo ha previsto l'introduzione di una 'tariffa fissa' di acquisto dell'energia da parte dei gestori energetici nazionali, energia prodotta da fonti rinnovabili sia da aziende sia da privati. Attualmente chi ha investito in attrezzature in grado di produrre energia pulita deve aspettare 30 anni per ammortizzare il costo iniziale, ma le previsioni sono quelle di incentivare il sistema alzando i prezzi d'acquisto e permettendo di ridurre a 10 anni l'arco di tempo necessario per raggiungere la profittabilita'. Si stima che con questi meccanismi la potenza complessiva del solare potrebbe giungere a 37.000 megawatt entro il 2020, e a 79.000 megawatt entro il 2030. Un buon funzionamento del sistema a 'tariffa fissa' per il solare, insieme all'utilizzo di altre fonti di energia rinnovabile, potrebbe portare, secondo le stime del governo, a tagliare dell'8% le emissioni di biossido di carbonio rispetto ai livelli del 1990.
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